Pochi sanno che in Italia gli attuari iscritti all’Albo sono poco più di un migliaio. Ancora meno sanno che molte compagnie assicurative e banche fanno fatica a trovare professionisti qualificati. Se ti piace la matematica e cerchi una carriera con ottime prospettive occupazionali, quella dell’attuario potrebbe essere una delle professioni più interessanti che tu possa scegliere.
Chi si interessa alle scienze attuariali ha quasi sempre lo stesso identikit: sa giocare con numeri, vuole una professione solida e ben retribuita, e cerca risposte affidabili, non promesse vaghe. Questa guida nasce per rispondere in modo completo, rigoroso e verificabile a tutte le domande che ruotano attorno a questa scelta.
Indice
Chi è l’attuario oggi e perché sempre più giovani lo scelgono come professione
L’attuario è il professionista che trasforma l’incertezza in numeri utilizzabili. Attraverso la matematica attuariale, la statistica e il calcolo delle probabilità, stima quanto costerà nel tempo un evento futuro: un sinistro, una pensione, un decesso, un investimento. Le compagnie assicurative, le banche, i fondi pensione e gli enti di vigilanza dipendono dal suo lavoro per restare in equilibrio economico.
Il Centro Formativo Consizos offre corsi di laurea in ambito statistico, economico e attuariale, segue gli studenti accompagnandoli nel percorso fino al conseguimento del titolo. È un osservatorio privilegiato per capire davvero cosa serve, oggi, per intraprendere questa strada.
Origine ed etimologia della parola “attuario”
Il termine deriva dal latino actuarius, che nella Roma antica indicava il funzionario incaricato di redigere gli acta, cioè i verbali e i registri ufficiali. Nel tempo il significato si è spostato verso chi “tiene i conti” in senso previsionale.
La professione moderna nasce in Inghilterra nel XVIII secolo, con la fondazione delle prime compagnie di assicurazione vita basate su calcoli di sopravvivenza rigorosi.
In Italia la disciplina si struttura nel Novecento, parallelamente allo sviluppo del sistema assicurativo e previdenziale nazionale.
Che cosa fa davvero un attuario
Il lavoro dell’attuario non si esaurisce nelle assicurazioni, anche se resta il settore storicamente più rappresentativo. Le principali aree operative sono:
Assicurazioni vita e danni: calcolo delle tariffe, valutazione della riserva matematica, verifica della solvibilità della compagnia.
Fondi pensione e previdenza: proiezioni attuariali su contributi, rendimenti e prestazioni future.
Banche: modelli di rischio di credito, pricing di prodotti strutturati, stress test regolamentari.
Risk management: quantificazione dei rischi aziendali secondo framework come Solvency II.
Consulenza attuariale: supporto a imprese ed enti su modelli previsionali e valutazioni tecniche.
Sanità e welfare: costruzione di modelli demografici e sanitari per enti pubblici e privati.
Il cuore tecnico del mestiere è il pricing: stabilire quanto deve costare un prodotto assicurativo o finanziario perché sia sostenibile nel tempo. Per farlo, l’attuario integra probabilità, statistica e matematica finanziaria in modelli previsionali che tengono conto di mortalità, sinistrosità, tassi di interesse e scenari economici.
Un premio assicurativo di poche centinaia di euro viene spesso determinato da modelli matematici sviluppati proprio dagli attuari.
Senza il lavoro degli attuari sarebbe impossibile calcolare il costo di molte polizze assicurative o stimare la sostenibilità di numerosi sistemi pensionistici.
Attuario, commercialista, consulente finanziario, statistico, data scientist: le differenze
Sono professioni spesso confuse tra loro, ma con oggetti di lavoro molto diversi.
| Professione | Focus principale |
|---|---|
| Attuario | Valutazione quantitativa del rischio futuro in ambito assicurativo, previdenziale e finanziario |
| Commercialista | Fiscalità, bilanci, adempimenti civilistici e tributari |
| Consulente finanziario | Gestione e consulenza su investimenti per clienti privati o istituzionali |
| Statistico | Analisi di dati e fenomeni collettivi, senza necessariamente un focus assicurativo-previdenziale |
| Data scientist | Modelli predittivi basati su grandi moli di dati, spesso senza abilitazione professionale né riferimento normativo di settore |
L’attuario condivide con lo statistico e il data scientist gli strumenti quantitativi, ma se ne distingue per un elemento decisivo: è una professione regolamentata, con esame di Stato e iscrizione a un Albo, cosa che non riguarda né lo statistico generico né il data scientist.
Dove lavora un attuario
Gli sbocchi professionali sono più ampi di quanto si pensi:
Compagnie assicurative (vita, danni, riassicurazione)
Banche e società finanziarie
Società di consulenza, incluse le Big Four
Società fintech e insurtech
Fondi pensione e casse di previdenza
INPS e altri enti previdenziali pubblici
IVASS, l’organo di vigilanza sulle assicurazioni
Studi professionali attuariali
Libera professione
Chi sceglie la libera professione opera come consulente indipendente per imprese, enti previdenziali o tribunali (in qualità di consulente tecnico). Dal punto di vista fiscale, l’attività non ha un codice ATECO dedicato in modo univoco nella classificazione ufficiale: nella prassi viene spesso ricondotta al Codice ATECO 66.29.09 “altre attività ausiliarie delle assicurazioni e dei fondi pensione n.c.a.”, ma la scelta corretta può variare in base all’attività prevalente effettivamente svolta. È sempre opportuno verificare il codice più adatto con un commercialista al momento dell’apertura della partita IVA.
Alcuni dei Nostri Corsi Universitari
Come si diventa attuario in Italia: il percorso completo
Il percorso per diventare attuario si articola in tappe precise, disciplinate dal DPR n. 328 del 5 giugno 2001, che regola l’accesso alla professione e la struttura dell’Albo Nazionale degli Attuari.
- Diploma di scuola secondaria superiore, con una solida base in matematica.
- Laurea triennale o magistrale in una classe coerente (vedi tabella sotto).
- Esame di Stato per l’abilitazione professionale.
- Iscrizione all’Albo Nazionale degli Attuari, Sezione A o Sezione B.
- Aggiornamento professionale continuo, richiesto per il mantenimento dell’iscrizione.
Chi desidera partire dalle basi con un percorso strutturato può consultare l’offerta formativa di Centro Formativo Consizos, utile anche per chi deve ancora recuperare il diploma o riorientare il proprio percorso di studi.
Corsi Economico-Finanziari
Che laurea serve per diventare attuario
Il DPR 328/2001 (art. 27 e art. 28) individua le classi di laurea che danno accesso all’Esame di Stato. La normativa può essere soggetta a modifiche: prima di iscriversi a un corso è sempre consigliabile verificare i requisiti aggiornati sui siti del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) e dell’Ordine Nazionale degli Attuari.
| Sezione Albo | Titolo professionale | Laurea richiesta |
|---|---|---|
| Sezione A | Attuario | Laurea Magistrale classi LM-83 (Scienze Statistiche, Attuariali e Finanziarie), LM-82, LM-16 (o classi equiparate 19/S, 90/S, 91/S, 92/S del vecchio ordinamento) |
| Sezione B | Attuario iunior | Laurea triennale classe L-41 Scienze Statistiche (o classe 37 del vecchio ordinamento) |
La laurea magistrale LM-83 è il percorso più specificamente orientato alla professione: rispetto alla LM-82, dedica più spazio a materie economico-finanziarie e giuridiche, oltre alle discipline statistico-matematiche di base. Chi è interessato ad approfondire questo percorso può orientarsi sulla nostra Laurea Magistrale in Scienze Statistiche, Attuariali e Finanziarie offerta da Centro Formativo Consizos come polo accreditato dell’Università Telematica eCampus.
Chi preferisce partire con una laurea triennale in ambito economico-finanziario, propedeutica anche a percorsi affini alla consulenza bancaria, può valutare la laurea triennale in Scienze Bancarie e Finanziarie. Chi invece deve ancora conseguire il diploma può considerare il percorso Amministrazione, Finanza e Marketing (AFM), consultabile nella pagina dedicata all’offerta formativa.
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È difficile diventare attuario?
Va detto con onestà: il percorso richiede impegno costante, non è una scorciatoia verso uno stipendio alto. Le materie più impegnative sono tipicamente calcolo delle probabilità, statistica matematica, matematica finanziaria e i corsi specifici di tecnica attuariale delle assicurazioni vita e danni. Chi ha già una solida preparazione in matematica al diploma parte avvantaggiato, ma non è un requisito escludente: con metodo e una guida adeguata anche chi arriva da un percorso liceale diverso (scientifico, tecnico economico) può recuperare le basi necessarie.
Le difficoltà si superano principalmente con tre elementi: uno studio costante e non concentrato solo a ridosso degli esami, l’uso di esercizi applicativi reali (non solo teoria), e un supporto nella pianificazione del percorso universitario, soprattutto per chi lavora o studia a distanza.
Diventare attuario a 30 anni: è ancora possibile?
Sì. Per l’ammissione all’Esame di Stato non esiste alcun limite di età: l’unico requisito è il possesso del titolo di laurea richiesto. Le tempistiche possono essere accorciate sia sfruttando il riconoscimento CFU (da attività lavorative, corsi precedenti, sport, volontariato ecc.), sia ottenendo in via preliminare titoli e certificazioni che poi consentono l’esonero da determinati esami.
Chi ha già un diploma e magari una prima esperienza lavorativa può scegliere un percorso universitario online come il nostro, organizzato per studenti lavoratori, con materiali strutturati e tutoraggio dedicato.
La chiave, in questi casi, è un piano di studio realistico: distribuire gli esami su più sessioni, sfruttare le ore serali o il weekend in modo organizzato, e affidarsi a un centro che segua concretamente lo studente lungo tutto il percorso, non solo al momento dell’iscrizione.
Come funziona l’Esame di Stato per attuario
L’Esame di Stato per la Sezione A (Attuario) prevede quattro prove:
- Prima prova scritta: strumenti probabilistici, statistici e di finanza matematica.
- Seconda prova scritta: temi tecnico-attuariali e matematico-finanziari relativi ad assicurazioni vita, danni e previdenza.
- Prova pratica: elaborazione di un progetto tecnico-attuariale o analisi di un caso aziendale.
- Prova orale: verifica della cultura professionale, della capacità di sintesi e della conoscenza della normativa e della deontologia di settore.
Chi è già iscritto alla Sezione B e accede all’esame per la Sezione A è esentato dalla prima prova scritta, come previsto dall’art. 27, comma 4 del DPR 328/2001. Non è richiesto un tirocinio obbligatorio per l’ammissione.
Gli esami si svolgono in due sessioni annuali, indicativamente tra giugno e luglio, e tra novembre e dicembre, presso l’Università “La Sapienza” di Roma, l’Università degli Studi di Trieste e anche presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Per chi vuole affrontare la parte ordinistica dell’esame con un testo specifico, può essere utile un approfondimento dedicato alla preparazione degli esami di abilitazione professionale, come strumento integrativo rispetto allo studio delle materie tecnico-attuariali.
L’Ordine Nazionale degli Attuari: come funziona e come iscriversi
Superato l’Esame di Stato, il passo successivo è l’iscrizione all’Albo Nazionale degli Attuari, gestito dal Consiglio dell’Ordine Nazionale degli Attuari (CONA). L’Ordine tutela la professione, ne definisce le linee guida deontologiche e vigila sul corretto esercizio dell’attività. Accanto al CONA opera il Consiglio Nazionale degli Attuari (CNA), con funzioni di indirizzo strategico e rappresentanza scientifica e istituzionale della categoria.
Gli attuari iscritti all’Albo in Italia sono oltre 1.200, a fronte di circa 31.000 in Europa e circa 100.000 nel mondo: un numero contenuto rispetto ad altre professioni regolamentate, elemento che spiega in parte la bassa disoccupazione registrata nel settore. La governance dell’Ordine viene rinnovata periodicamente; per conoscere il nominativo aggiornato del Presidente in carica e la composizione del Consiglio è consigliabile consultare direttamente il sito ufficiale ordineattuari.it, poiché le cariche possono cambiare nel tempo.
Quanto guadagna un attuario
Gli stipendi dipendono da esperienza, azienda, settore e area geografica, quindi vanno interpretati come range indicativi e non come valori garantiti. Sulla base di dati di mercato aggregati (portali di settore e piattaforme di analisi retributiva), un quadro realistico è il seguente:
| Livello | RAL indicativa annua lorda |
|---|---|
| Neolaureato / Junior | circa 26.000 – 30.000 € |
| Middle (5-10 anni di esperienza) | circa 37.000 – 65.000 € |
| Senior (10-20 anni) | circa 65.000 – 95.000 € |
| Partner / Responsabile attuariale | oltre 115.000 €, con forte variabilità |
| Libero professionista | variabile in base al portafoglio clienti e al settore servito |
Va precisato che questi valori sono stime di mercato aggiornate e non dati ufficiali di un ente statistico dedicato: possono variare sensibilmente in base alla città (Milano e Roma pagano generalmente di più), alla dimensione dell’azienda e al comparto (assicurativo, bancario o consulenza).
Quanto conta davvero la scelta del percorso di studi
Il Rapporto AlmaLaurea sulla Condizione occupazionale dei laureati, che ha coinvolto circa 690.000 laureati italiani, mostra quanto la scelta del corso di laurea incida sugli esiti occupazionali. A un anno dal titolo, il tasso di occupazione medio nazionale si attesta al 78,6%. Il gruppo disciplinare arte e design registra invece un tasso più basso, pari al 60,9% tra i laureati triennali, mentre il gruppo letterario-umanistico si ferma al 61,9-62,6%. Al contrario, i gruppi disciplinari legati a ingegneria e ambito informatico superano il 90% già a un anno dal titolo.
Questo confronto non vuole sminuire il valore culturale di percorsi umanistici o artistici, che restano fondamentali per la società: serve piuttosto a mostrare come, in Italia, le lauree con una forte componente quantitativa e tecnica, come quelle che portano alla professione attuariale, offrano generalmente tempi di inserimento nel mercato del lavoro più rapidi. È un dato da tenere presente per chi sta valutando a quale corso di laurea iscriversi, soprattutto se la propria motivazione principale è la stabilità professionale.
Conclusione: qual è il passo giusto per te
Diventare attuario significa costruire, passo dopo passo, una competenza che il mercato del lavoro italiano riconosce e ricerca: pochi professionisti, domanda costante, stipendi che crescono con l’esperienza. Ma è un percorso che richiede metodo, una formazione universitaria coerente con le classi di laurea previste dalla normativa, e il superamento di un Esame di Stato impegnativo.
Consizos accompagna ogni anno studenti iscritti a percorsi universitari in ambito economico-statistico e quantitativo.
L’esperienza maturata nell’orientamento universitario consente di individuare il percorso più coerente con gli obiettivi professionali di ciascuno studente.
Non esiste una scorciatoia, ma esiste un percorso più chiaro di altri, soprattutto se affiancato da chi segue concretamente gli studenti universitari lungo tutto il percorso, dalla scelta della laurea fino alla preparazione dell’esame di abilitazione. Se stai valutando se questa strada fa per te, o non sei ancora sicuro tra laurea triennale e magistrale, tra studio in presenza o online, il modo più semplice per orientarti è parlarne direttamente con chi conosce bene questi percorsi. Gli orientatori di Centro Formativo Consizos sono disponibili su WhatsApp per aiutarti a capire quale percorso di studi è davvero più adatto alla tua situazione personale.





